Melassa narghilè : perchè è cosi difficile trovarlo


Melassa narghilè: dove trovarla in Italia
La difficoltà nel trovare melassa per narghilè in Italia è un problema reale, dovuto a una combinazione di fattori legali, burocratici e legati alla struttura del mercato. In pratica, si tratta di un prodotto di nicchia, soggetto a rigide regole che ne rendono complessa la distribuzione.
Ecco i principali motivi di questa scarsità:
Il monopolio di Stato e la burocrazia
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Vendita esclusiva in tabaccheria: Per legge, il tabacco da narghilè può essere venduto solo nelle tabaccherie autorizzate, come qualsiasi altro prodotto del tabacco. La vendita online o in altri negozi è vietata . Questo limita subito drasticamente i canali di acquisto.
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Un processo di registrazione complesso: Per un'azienda che vuole immettere un nuovo prodotto sul mercato, il percorso è lungo, costoso e pieno di ostacoli burocratici. Il prodotto deve essere registrato e iscritto nella tabella di commercializzazione dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), un iter che richiede tempo e investimenti non indifferenti .
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Controlli e sequestri: L'ADM e la Guardia di Finanza effettuano frequenti controlli per reprimere il contrabbando. Vengono sequestrati ingenti quantitativi di tabacco privo dei contrassegni di Stato, come i 325 chili scoperti a Torino o le 37 tonnellate in un'operazione più ampia . Questo dimostra che il mercato illegale esiste, ma è costantemente sotto pressione, e i prodotti che finiscono nei sequestri sono quelli che mancano sul mercato legale.
Un mercato di nicchia poco attraente
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Un mercato piccolissimo in Italia: Il mercato del tabacco da narghilè nel nostro paese è estremamente ridotto. Un operatore del settore stima che valga meno di 10 tonnellate all'anno, un volume talmente esiguo da non interessare i grandi produttori internazionali .
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Costi alti e guadagni bassi: Per un'azienda, sostenere i costi di registrazione, promozione e distribuzione per un mercato così piccolo è difficilmente sostenibile. Il guadagno economico è risibile e non ripaga gli investimenti, motivo per cui molti marchi noti in passato (come Al Fakher) si sono ritirati dall'Italia .
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Difficoltà a raggiungere i clienti: Trovare le tabaccherie disposte a vendere il prodotto è un'impresa. Su oltre 50.000 tabaccherie in Italia, quelle realmente interessate al tabacco da narghilè non superano le 1.500, rendendo la distribuzione capillare un'impresa costosa e complessa .
Le regole severe per i locali
Anche i "shisha bar" sono soggetti a regole ferree che influenzano il mercato:
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"Patentino speciale" obbligatorio: Per vendere e somministrare tabacco per narghilè in un locale, è necessaria un'autorizzazione specifica. La sua assenza comporta multe salatissime (da 5.000 a 10.000 euro) o addirittura sanzioni penali .
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Sigilli di Stato sui prodotti: Il tabacco venduto nei locali deve avere il contrassegno dell'ADM. Chi utilizza prodotti senza questi sigilli rischia multe fino a 75.000 euro . Questo scoraggia l'acquisto sul mercato nero e aumenta l'attenzione sulla filiera ufficiale.
La filiera che porta il tabacco da narghilè nelle tabaccherie italiane è molto ristretta e ruota attorno ad un piccolo gruppo di importatori e a un unico grande distributore.
Ecco i soggetti principali che lo importano e lo vendono:
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AP Tobacco srl: È descritto come il più grande operatore esistente in Italia per l'importazione e la registrazione del tabacco da narghilè presso i Monopoli di Stato. Ha sede a Gambolò (PV) ed è un'azienda di piccole dimensioni (2-10 dipendenti) che ha introdotto sul mercato italiano il marchio egiziano Al Oustura, confermando di averne importato ordinativi significativi.
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Altri Importatori: Oltre ad AP Tobacco, non esistono altri operatori. I tabacchi disponibili in Italia, sono Prince (o Molasses) e appunto Al Oustura, vengono tutti importati da AP tobacco.
Una volta importato, il prodotto non arriva direttamente al tabaccaio. L'intera distribuzione è gestita da un unico attore principale.
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Logista Italia: È l'azienda leader e l'unico distributore ufficiale che serve le tabaccherie. Con un'estesa rete logistica, consegna settimanalmente i prodotti, compreso il tabacco da narghilè, a oltre 60.000 punti vendita in tutta Italia. Si tratta di un'entità fondamentale, poiché il tabacco da narghilè, per legge, può essere venduto solo nelle tabaccherie autorizzate e la distribuzione è strettamente regolamentata. I tabaccai, infatti, per ottenere i prodotti come Al Oustura, devono fare l'ordine tramite il portale di Logista.
In sintesi, il percorso è: importatori come AP Tobacco → distributore unico Logista → tabaccherie. La scarsità che hai notato deriva proprio da questa filiera così strutturata e dalla limitata offerta di importatori.








