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Le ragioni per cui la shisha è cosi diffusa in Egitto

Narghilè Shisha
Le ragioni per cui la shisha è cosi diffusa in Egitto

l soffio della storia: perché in Egitto la shisha è molto più di una semplice pipa

Passeggiando per le strade del Cairo, tra il caos di clacson e il profumo di spezie, un elemento cattura immediatamente l'attenzione di ogni visitatore: il gorgoglio sommesso e il profumo fruttato che escono dalle mille ahwa, i caffè tradizionali. Qui, la shisha (o narghilè) non è un semplice accessorio, ma un vero e proprio pilastro della vita sociale. Come ha scritto un avventore dell'antico caffè El Fishawy: "Le sigarette sono per persone nervose e sempre di fretta. Il narghilè insegna la pazienza, la tolleranza e l'apprezzamento della buona compagnia" . Ma come ha fatto questo oggetto a diventare così onnipresente nella cultura egiziana? Le ragioni affondano le radici nella storia, nella religione e nelle dinamiche sociali del Paese.

Un viaggio dalle corti persiane ai vicoli del Cairo

Contrariamente a quanto si possa pensare, la shisha non è nata in Egitto. Le sue origini risalgono all'India del XVI secolo, per poi diffondersi in Persia e nell'Impero Ottomano . Fu durante il periodo ottomano che il suo uso si radicò profondamente in Egitto, diventando un simbolo di status sociale e intellettuale. Già alla fine dell'Ottocento, come testimoniano i resoconti di viaggiatori come lo scrittore portoghese Eça de Queirós, fumare il narghilè al Cairo era un'esperienza ricercata per raggiungere il "kiéf" , uno stato di piacevole abbandono e sogno . Quella che era nata come abitudine delle élite si è lentamente trasformata, nel corso del Novecento, in un rito quotidiano accessibile a tutti, passando dai palazzi ai marciapiedi dei quartieri popolari .

La "scuola dei saggi": quando il fumo crea comunità

La vera essenza della shisha in Egitto è la sua funzione sociale. Il locale dove si fuma, il "Majlis" (che significa anche "luogo di riunione" o "piccolo parlamento"), è storicamente un punto d'incontro per discutere di politica, affari e vita quotidiana, tanto da essere soprannominato la "scuola dei saggi" .

Questa tradizione ha saputo adattarsi ai tempi e alle classi sociali. Da un lato, troviamo le ahwa popolari, frequentate quasi esclusivamente da uomini, dove sedie di legno e tavolini bassi invadono i marciapiedi e l'arredamento è essenziale . Qui, una shisha costa poco e si può consumare per ore sorseggiando un tè. Dall'altro lato, sono nati moderni e lussuosi caffè dove il rito si evolve: la shisha viene fumata anche dalle donne e dalle giovani coppie, in un ambiente più patinato e internazionale, spesso accompagnata da musica e piatti occidentali .

Un'alternativa consentita? Il fattore religioso e la percezione del rischio

Un elemento chiave per comprendere la diffusione capillare della shisha è il suo rapporto con l'Islam. La religione musulmana proibisce tassativamente il consumo di alcol, ma non c'è un divieto esplicito e unanime per il fumo. Sebbene molti studiosi moderni lo considerino haram (vietato) in quanto dannoso per il corpo, un principio sacro, storicamente la shisha è stata vista in una zona grigia, come un comportamento tollerato o al massimo sconsigliato .

A questo si aggiunge una diffusa e radicata percezione errata dei suoi rischi per la salute. Uno studio ha rivelato che una parte significativa dei fumatori egiziani crede che la shisha sia meno dannosa delle sigarette, poiché il fumo, passando attraverso l'acqua, verrebbe "purificato" .Questa convinzione, unita all'enorme varietà di tabacchi aromatizzati alla mela, fragola o menta, rende il narghilè particolarmente attraente per i giovani e per chi non si avvicinerebbe mai al sapore "duro" di una sigaretta tradizionale.

Un simbolo in evoluzione tra tradizione e mercato

Oggi, la shisha è un business enorme. Il mercato del tabacco in Egitto è in forte crescita, e il segmento dello shisha gioca un ruolo fondamentale, con un'ampia fetta di fumatori che vi dedica una parte significativa del proprio reddito . La sua immagine si è persino modernizzata, diventando oggetto di campagne di marketing: non è raro vedere, specialmente su piattaforme social, offerte di shisha a tema per San Valentino, decorate con cuori rossi, a testimoniare come questo oggetto sia ormai un simbolo pop e identitario a tutti gli effetti .

Dai faraoni (alcune ricerche, seppur controverse, hanno ipotizzato l'uso di sostanze nei narghilè dell'antichità) ai giovani egiziani di oggi che si rilassano dopo il lavoro , la shisha ha viaggiato attraverso i secoli. In Egitto, più che un modo per fumare, è un modo per stare insieme, un gesto lento in un mondo che corre, un gorgoglio che racconta storie di amicizia e di vita quotidiana.